GORINI FALCO – JORIO : LA ROMANZA SENZA PAROLE RICORDI ER2553

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Esaurito

Descrizione

R.Gorini Falco – A.Jorio
La romanza senza parole
avviamento alla composizione del pezzo per pianoforte, ad uso dei Conservatori e Licei Musicali
Edizioni:Ricordi

La carenza di testi specifici sulla composizione del pezzo per pianoforte (prova del Compimento inferiore e di quello medio del corso di Composizione) ci ha spinti a trattare quest’ar-
gomento in una forma che ci siamo sforzati di rendere piana e nello stesso tempo esauriente.

Certo un simile argomento si presta difficilmente ad una enunciazione di regole precise, dato il suo carattere eminentemente inventivo; si potrebbe anzi affermare, per assurdo, che è inutile dare in proposito qualcosa di più di un consiglio (e a questo scopo è più che sufficiente la viva voce dell’insegnante), perchè se l’allievo ha intùito musicale imparerà ben presto e quasi da solo a ben costruire una Romanza per pianoforte; e se invece manca di tale dote non potrà certo apprenderla su un trattato.

Perciò l’unica via che potevamo tentare era quella di trarre, da numerosi esempi di illustri autori, quelle conclusioni — svariate ma non contrastanti fra di loro — che potessero, data l’autorità delle fonti, fare come si suol dire testo.
Così tutti gli esempi da noi citati sono desunti da composizioni di musicisti che nel trattare
questa forma hanno pronunciato una loro geniale parola: Mendelssohn, Grieg e Schumann sopra tutti e anche Field, Ciaikovski, Chopin, Schubert, Brahms, ecc.

Grande è stato il nostro sforzo mirante a riunire sotto un solo denominatore (la forma
tripartita A-B-A) le svariatissime combinazioni di queste composizioni, svariatissime non solo per le diversità di stile fra autore e autore, ma anche per le diversità armoniche, di
espressione e di proporzioni fra quelle di uno stesso autore. Si veda per esempio la suddivisione dei periodi a seconda delle cadenze (mediana e finale). Salvo rarissime eccezioni, tutti i periodi di tutti gli autori li abbiamo potuti ridurre a soli cinque tipi.

E pensare che scolasticainente si contempla quasi unicamente uno solo di quei tipi, quello
modulante alla metà e con cadenza perfetta alla fine! Vero è che è il più usato, ma ce ne sono
ben altri, e spessissimo adoperati: perchè ignorarli, dunque?
Una distinzione, che alcuno potrebbe riconoscere come arbitraria, è stata quella di Canzone e di Romanza per designare rispettivamente la forma più semplice e quella più sviluppata. Ma abbiamo pensato che tale distinzione possa servire ad uno scopo eminentemente pratico, volendo designare con Canzone il tipo più adatto ai giovani dei primi corsi di Composizione; quindi, parte A di 8 battute, ai massimo 12, parte B non più lunga di A, parte A’ quasi ripetizione integrale di A, senza aggiunta di appendici, e tutt’al più con brevissime Code.

Con Romanza intendiamo parlare invece del tipo più elaborato, adatto ai corsi più avanzati, quando l’insegnante può pretendere dall’allievo una composizione ben sviluppata, pianisticarnente e armonicamente più interessante.
Abbiamo fatto precedere, alla trattazione di queste due forme, una parte comprendente
l’enunciazione delle regole sulla costruzione del Periodo musicale e sulla sua suddivisione
in frasi, semifrasi e incisi. Benchè esse si possano trovare in qualsiasi trattato sulla forma o sul ritmo, la possibilità per l’allievo di trovare tali norme a portata di mano, e in forma succinta, crediamo sia di gran giovamento.

Nell’appendice abbiamo riportato l’analisi di
alcuni esempi tratti da autori moderni e modernissimi e abbiamo infine concluso con una
breve trattazione sulle possibilità di applicare a tale forma la tecnica dodecafonica.

Giudicheranno gli studiosi dell’utilità o meno di un simile trattato; da parte nostra ne siamo
fiduciosi,certi di non aver lavorato con leggerezza.

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